Restauro Monumentale: Stop al Dilavamento della Calce con Nanotecnologie RPP-1000
Il salvataggio degli affreschi e delle malte dell'XI sec. nella Chiesa di S. Maria di Spinerano. L'uso della nanosilice Ector® RPP-1000 ha bloccato il lime leaching, garantendo consolidamento profondo (5cm) e idrorepellenza invisibile, superando i limiti dei prodotti tradizionali.
Il Team di R. E R. Group
Redazione Tecnica R. E R. Group
Questo articolo è frutto dell'esperienza combinata del team tecnico di R. E R. Group. Dal 1994, ci dedichiamo a sviluppare e applicare soluzioni innovative per la sicurezza delle superfici, la disinfezione permanente e la protezione nanotecnologica. La nostra missione è condividere le conoscenze maturate in migliaia di interventi per aiutare aziende e professionisti a creare ambienti più sicuri, igienici e durevoli.
Risultati in Evidenza
Profondità di penetrazione raggiunta
50 mm
Penetrazione capillare profonda nel supporto rispetto al livello corticale dei prodotti standard.
Attivazione Idrofobica
60 sec
Sviluppo immediato della barriera protettiva contro l'acqua (a 30°C) mantenendo la traspirabilità.
Alterazione Cromatica
0%
Trattamento invisibile che rispetta la "doppia debolezza" materica senza creare pellicole.
Funzioni Attive
2 in 1
Azione simultanea di consolidamento strutturale e protezione idrorepellente in unica applicazione.
La Sfida
La Chiesa di Santa Maria di Spinerano (TO), un gioiello architettonico risalente all'XI secolo, presentava un quadro clinico complesso, tipico dei manufatti storici esposti per secoli agli agenti atmosferici.
Il nemico principale identificato dal team di restauro e dalle analisi chimico-fisiche era il Lime Leaching (o migrazione del calcio).
Il Problema Tecnico:
Le malte a base di calce, se esposte all'acqua piovana e all'umidità, subiscono un processo di dissoluzione. L'acqua, agendo come solvente in un ambiente alcalino (pH > 12.5), scioglie i minerali di calcio e li trasporta verso l'esterno. Questo fenomeno provoca:
- Perdita di coesione: La malta diventa porosa e friabile.
- Decadimento strutturale: Diminuzione drastica delle resistenze meccaniche.
- Danni estetici: Sbiancamenti e formazione di croste sulla superficie degli affreschi e dei paramenti murari.
I Vincoli del "Minimo Intervento":
Trattandosi di un bene tutelato, l'intervento doveva rispettare rigorosi criteri di conservazione:
- Reversibilità e compatibilità: Nessun utilizzo di resine sintetiche o polimeri organici che potessero alterare la traspirabilità.
- Invisibilità: Il trattamento non doveva modificare minimamente l'aspetto cromatico o la texture delle superfici originali ("doppia debolezza" materica ed estetica).
- Profondità: I consolidanti tradizionali (es. nanosilici colloidali standard o silicati di etile) mostravano limiti di penetrazione, fermandosi spesso a livello corticale e creando pericolosi fenomeni di distacco superficiale (craking).
Era necessario un salto tecnologico per garantire la sopravvivenza del manufatto.
La Soluzione
La risposta tecnica è arrivata dall'adozione del consolidante nanostrutturato Ector® RPP-1000. A differenza dei prodotti tradizionali, questa soluzione rappresenta l'avanguardia nei protettivi nanotecnologici per l'edilizia e il restauro.
L'intervento si è basato su un approccio scientifico di Mortar Design supportato da nanotecnologie avanzate:
1. Tecnologia RPP1000 vs Standard di Mercato
Le analisi comparative, supportate da microscopia elettronica (TEM), hanno evidenziato la superiorità dell'RPP-1000 rispetto alle comuni nanosilici colloidali:
- Microstruttura Nanomerica: Mentre i prodotti standard formano macrostrutture che "tappano" i pori superficiali, RPP-1000 crea un reticolo nanometrico che si lega intimamente alla matrice del supporto.
- Tensione Superficiale e Viscosità: Grazie a una bassissima viscosità (1.10 mm²/s) e un'elevata tensione superficiale, il prodotto è penetrato attraverso la rete capillare delle malte storiche senza ostruirla.
2. Applicazione "Bagnato su Bagnato"
Il prodotto è stato applicato a rifiuto fino a saturazione (concentrazione di circa 1L/m²). Questa tecnica ha permesso di sfruttare la cinetica veloce della reazione:
- Consolidamento: Reazione completa in 24/48 ore.
- Idrofobizzazione: Sviluppo della funzione protettiva in tempi record (circa 1 minuto a 30°C).
3. Doppia Funzione in un Unico Passaggio
RPP-1000 ha agito simultaneamente come:
- Consolidante: Ripristinando la coesione meccanica perduta a causa del leaching.
- Protettivo Idrorepellente: Creando una barriera chimica contro l'acqua liquida, lasciando però inalterata la permeabilità al vapore acqueo.
I Risultati
L'intervento su Santa Maria di Spinerano ha rappresentato un caso di eccellenza, validato scientificamente e citato in letteratura accademica.
Risultati Chiave Misurati:
- Penetrazione Record: I test hanno confermato una penetrazione del principio attivo fino a 50 mm (5 cm) di profondità. Un risultato eccezionale rispetto ai pochi millimetri garantiti dai consolidanti standard, che assicura la stabilità strutturale del "cuore" della muratura.
- Nessuna Alterazione Cromatica: All'esame visivo e spettrofotometrico, le superfici trattate hanno mantenuto un colore identico all'originale. Nessun effetto "bagnato", nessun ingiallimento e nessuna pellicola lucida.
- Resistenza Totale al Dilavamento: La superficie è ora completamente idrofobizzata. L'acqua scivola via senza sciogliere la calce, arrestando definitivamente il ciclo del lime leaching.
- Feedback Tattile: La sensazione al tatto è passata da "friabile/spolverante" a "solida e compatta", confermando l'avvenuto consolidamento della matrice minerale.
Questo intervento dimostra come le nostre soluzioni non siano semplici prodotti chimici, ma veri e propri strumenti di ingegneria dei materiali per la salvaguardia del patrimonio storico.
"L'uso della nanosilice ha lasciato emergere intatta la cromia dell'aggregato [...] la sua compatibilità con il protettivo finale è risultata ottima. Il risultato mira a ricostruire un elemento mancante per ridare integrità al manufatto, differenziando il nuovo dall'antico."
Lisa Accurti, Alberto Giacomelli et al. · Team di Ricerca e Restauro · Alma Vera / Politecnico di Torino (autori del paper)
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